giovedì 26 giugno 2014

I figli e le responsabilità vi soffocano ? O comprate una macchina o ammazzate tutta la famiglia

Questa mattina mio fratello mi manda un articolo di Blondet sul caso Lissi dove analizza l' inciviltà e il neanderthalismo della nostra cultura moderna. Vi metto il link ma per leggerlo bisogna essere iscritti.

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_jcs&view=jcs&layout=form&Itemid=146&aid=299047

Incollo una parte interessante:

Questi trentenni come Carlo, che amano tanto il proprio corpo, ossia senza alcuna aspirazione intellettuale né cultura, perfettamente contenti – come l’uomo-massa – di essere «quello che già sono» senza alcuna ambizione di migliorarsi, non possono apprendere alcuna responsabilità leggendo a scuola la Costituzione (più bella del mondo); devono sentirla addosso a sé come pressione sociale, come giudizio immanente che pesa su di loro nella collettività. Ma naturalmente, appunto da questa pressione sociale siamo stati liberati: non siamo più, perdio, in una società «repressiva», che «ti impone quello che devi o non devi essere», a cui «la Chiesa impone i suoi tabù». Genitori divorziati, coppie rimesse insieme, mamme che presentano ai figli «il mio nuovo amico», impartiscono il messaggio contrario: nessuna responsabilità, conta solo il perseguimento della propria individuale felicità, evitare ogni «frustrazione», sfuggire ogni «situazione stabile». La politica che impone leggi a riconoscimento dei «diritti» dei gay a sposarsi, dei trans a cambiare sesso, e complessivamente il diritto ad ogni mania mentale, vizio o perversione di «potersi esprimere», mandano questo messaggio: responsabilità, nessuna. Sforzo personale, non ne fate.

......

«Non era meglio divorziare?», gli ha chiesto il procuratore Giovanni Benelli, che l’ha interrogato. Domanda in sé istruttiva, rivelatrice dell’ideologia dominante ufficiale, nella Legge e nei suoi rappresentanti: vi abbiamo dato il divorzio, la legge che «risolve questo tipo di problemi», che «soccorre le coppie in crisi», e consente di recuperare le felicità dello stato civile single senza drammi; perché ricorrere alla strage, alla tragedia micenea? Non serve più.... La pronta risposta del Lissi, benché orrenda, è più realistica e persino – date le premesse della a-civiltà attuale – più sensata che la domanda del magistrato: «Il divorzio non avrebbe risolto, perché i figli sarebbero comunque rimasti». L’assassino ha giustamente messo il dito sull’insufficienza dell’istituzione, ha scoperto una falla nella norma.


Comunque questo caso accresce e conferma il mio odio sviscerale per un certo manipolo di "tecnici della comunicazione".

Me li vedo questi schifosi individui mentre sono in riunione durante un BRAIN STORMING:

"Target ?"
"Uomo sposato over 30"
"Quindi uno che lavora, con figli e moglie"
"Sì uno con responsabilità che non ha tempo per divertirsi"
"Uno di quei poveracci che devono farsi il culo e non hanno nessuna emozione se non quando scappano per andare a vedere la partita"
"Ha bisogno di emozioni perchè i figli gli stanno addosso, perchè con la moglie gli tira poco"
"Addosso ecco ! (Bravo stagista giovane non pagato e sfruttato fino al midollo che diventerai uno di questi)"


Sì insomma... uno come Carlo Lissi

e questo è il risultato: