mercoledì 21 marzo 2012

PROGETTO ORA e la questione della responsabilità



Domenica 25 marzo 2012 a Cremona si terrà una serata concerto/performance dedicata al Progetto Ora sul tema del testamento biologico promosso dal gruppo musicale Diskanto e dedicato al caso Welby.
Su questa cosa mi ero promessa di dedicare un bel po' di righe perché parteciparvi ha smosso delle cose nella pancia che forse stavano lì da un po'.

Mi contatta Michele Ginevra per invitare me e Cristian a partecipare con una illustrazione o con un fumetto di una tavola sul tema del testamento biologico. Accettiamo di buon grado, il tema è importante per tutti, poi faccio fatica a dire di no a Michele, non tanto perché è una persona che stimo per il suo carattere spensierato e sempre cordiale, ma perché quando c'è di mezzo lui le cose proposte sono sempre verificate e controllate. Non è cosa da poco quando le iniziative proposte non arrivano a vanvera.
Beh, iniziamo con un approccio tecnico, analizziamo la richiesta e l' utilizzo finale del materiale. Il progetto prevede l'uscita di un cd dei Diskanto con il singolo Ora accompagnato da un libretto 12x18 cm dove verranno inserite le immagini degli artisti coinvolti. Prendiamo la misura su un foglio e scartiamo l'idea del fumetto: troppo piccolo il formato stampa e troppo poco tempo per studiarlo in modo adeguato. Ok concentriamoci sull' illustrazione.
Entriamo in fase due: la ricerca. Cominciamo a cercare informazioni sui casi di cronaca partendo da Piergiorgio Welby, al caso Englaro fino ad arrivare a uno straziante caso statunitense che non vi linko perché io non sono riuscita a guardare certe immagini, Cristian sì ha voluto premere sull'acceleratore e poi vi spiego anche il perché.
A un certo punto di questa fase due/ricerca ecco che arriva ciò che ci aspettava dietro l'angolo: il cazzotto nello stomaco. Buttiamo giù delle idee, delle immagini ma freschi di informazioni ci risuonano nella testa quelle campane discordanti, le lotte verbali in alcune trasmissioni che abbiamo visto.
Le opinioni a favore e quelle contro ci sbattono su un muro ad una velocità supersonica. Cominciamo a discutere. Discutere, non litigare... dopo anni di lavoro insieme abbiamo affinato la discussione a favore del lavoro. Pongo delle domande provocatorie e lui ne pone a me scambiandoci i ruoli, una volta contro e una volta a favore. A un certo punto viene fuori una frase che più o meno tuonò così: "Ma porca miseria ! Non stiamo raccontando la storia di un ghiro quando va in letargo, qui si sta parlando della vita, della morte e della libertà, e' una responsabilità ce ne rendiamo conto ?!". Ed eccola che arriva strisciante la questione della responsabilità. Lo dico sempre, lo diciamo sempre agli allievi, quando uno lavora con un linguaggio che sia cinema, fumetto o altro diciamo delle cose e di queste cose dobbiamo prenderci la responsabilità perché è un lavoro che presuppone un contatto diretto o indiretto con il pubblico, persone altre, non è parlare a una cena con degli amici, del tuo punto di vista ne rimane una traccia indelebile dal momento in cui la cristallizzi in un lavoro. Poi un giorno puoi anche pensarla diversamente, ma nel momento stesso in cui fissi l'immagine devi esserne convinto perché cambiare è una cosa, rinnegare un'altra. Pian piano l'attenzione si sposta sulla responsabilità dell'arte e dei linguaggi favorendo l'inizio della fase tre.
Prendiamo in esame la possibilità di portare avanti un suo lavoro di ricerca e di illustrazione personale che lui chiama destrutturazione e che ha scelto di non pubblicare nemmeno su web per adesso.
Una cosa pareva certa, una cosa che tutte le discussioni non hanno smosso neanche di un millimetro; una nostra comune convinzione e pensiero: la libertà personale di ogni individuo è al di sopra di tutto e va rispettata se questa fa parte del proprio universo interiore e di pensiero. Ed ecco arrivare l'immagine di una materia deteriorata, di un corpo metallico arrugginito che imprigiona la vera essenza di una persona, il proprio cosmo. Lasciate che si liberi se questo è il suo desiderio.
"Mano libera ed ecoline, poi il computer." "Ok sono d'accordo." E così mentre entra la fase quattro, quella esecutiva, quella materiale, le discussioni si placano e scivola dentro il personale, quello della coppia, la più difficile, la più intensa, la più intima. Essere sposati non è solo una responsabilità legale, ma anche morale e di rispetto.
Mi racconta di quel caso negli Stati Uniti, mi chiede se voglio vederlo. Io dico di no. Mi spiega che voleva vedere fino infondo per capire il suo stesso pensiero. Condivide questo pensiero con me e io condivido con lui il mio. Ci diciamo in faccia qualcosa che non avremmo voluto neanche prendere in considerazione, ma ORA siamo qui.
Facciamo un patto importante che riguarda noi due, una promessa diversa ma nel rispetto della libertà dell' una e dell'altro.
"Lo rispetterai ?"
"Sì"
"E tu il mio ?"
"Sì"


Infine vi rimando a QUESTO link
dove potete trovare info sul progetto




17 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao. Non vi conosco personalmente (e dopo questo post mi dispiace ancora di più). Da molti anni scrivo canzoni e la cifra stilistica dei Diskanto è sempre stata caratterizzata dall'impegno civile. Nell'agosto scorso ho deciso di scrivere una canzone sulla libertà di autodeterminazione della vita di ciascuno di noi perchè da tempo leggevo e riflettevo attorno a questo tema. Ci sono libri e film davvero molto belli che lo trattano in varie forme (Accabadora, Il maratoneta, Lasciatemi morire, Cosi' è la vita, Il mare dentro, Lo scafandro e la farfalla, Le invasioni barbariche, ecc.). Anch'io penso che la libertà di ciascuno di noi debba venire prima e sopra qualisiasi altro fatto e principio. Non si impone nulla a nessuno. Non si impone di morire ad un uomo malato prigioniero di un corpo che non risponde più a nessuna sollecitazione. Tanto meno gradisco che venga imposto di stare in vita se un individuo ha viceversa consapevolmente ritenuto che la soglia minima per considerare dignitosa la proria esistenza sia stata superata e che dunque sia preferibile "volare via". "Oltre la dignità, non c'è speranza, oltre la libertà solo violenza" dico nel testo di "Ora". Invece c'è chi sta tentando di far approvare una legge che impone di stare in vita a qualsiasi condizione, anche quando la volontà dell'individuo sia manifestamente contraria. Quello che compiuto dal dott. Mario Riccio tra l'altro non è stato neppure un atto eutanasico, bensì solo l'attuazione della volontà di Piero Welby di rifiutare un trattamento sanitario (alimentazione e respirazione artificiale). Sulla condizione terrificante di questi malati (e sono 32.000!) in varie forme prigionieri di corpi estranei e del loro diritto di scegliere quale esistenza condurre, fino a quando e come concluderla, che ho provato a ragionare. Anche io mi sono fatto domande sulla responsabilità di ciò che dicevo e sull'impatto che poteva provocare sull'ascoltatore. E' una questione delicata ed importante che l'etica e la deontologia non risolvono in maniera univoca. La risposta che mi sono dato è però la stessa che da 25 anni anima il mio scrivere e cioè che uno dei compiti importanti dell'artista e dell'intellettuale (non c'è presunzione nell'uso di questo termine) è quello di accendere luci, di scuotere coscienze, di aprire porte chiuse ed invitare il pubblico a guardare angoli del mondo e del pensiero dove per qualche motivo regna il buio e la scarsa frequentazione. Un ruolo sociale, dunque, dentro al quale non rinunciare mai all'arte ed alla poesia del linguaggio artistico utilizzato, volgendolo a questo scopo di utilità collettiva. Questo è il mio pensiero, giacchè non mi ritengo portatore di verità ma solo di esperienze. Mi ha fatto molto piacere che abbiate aderito alla sollecitazione di Michele che, condivido al 100%, da sempre si approccia ai progetti artisitici (ed in generale alle cose della vita) con grande serietà e nel contempo con il giusto grado di spensieratezza. Tra l'altro il vostro disegno è uno di quelli che personalmente mi hanno più colpito e che mi sono più piaciuti. Questo volo liberatorio di pensieri, azioni, pregiudizi e vincoli che si dispiega, contestualmente al disfarsi materiale del corpo dell'individuo, traduce secondo me con grande poesia l'idea della maturazione di una decisione terribile e nello stesso tempo bellissima (quella appunto dell'"insana magia di volare via"). Grazie davvero, dunque, per la vostra partecipazione al progetto. Spero di potervi consocere di persona prima o poi, magari nella tappa milanese del tour teatrale che stiamo allestendo e di cui quella di domenica prossima dovrebbe costituire la prima data. Un abbraccio e tanti complimenti. Marco Turati

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

Carissimo Marco,
mi sento profondamente in sintonia con ciò che hai scritto e anche se non ci conosceremo questa domenica sappiamo che queste iniziative vanno al di là della conoscenza fisica.
Vi auguro di arrivare a più gente possibile con il vostro bellissimo pezzo "Ora", vi auguro di coinvolgere sempre più gente in vari settori artistici.
Ci dispiace solo che il tempo di esecuzione dell' illustrazione è stata così poca mentre il tempo delle fasi precedenti si sono dilatate inaspettatamente a dismisura proprio perché come dicevo in questo post ci ha risucchiati in un vortice intenso. Questo per noi è stato importante al di là dell'esecutivo. Forse questa è stata la nostra esperienza lavorativa più difficile dal punto di vista interiore. Pensa che a un certo punto Cristian voleva realizzare fisicamente quel mezzo busto, voleva crearne la scultura perché sulla carta non rendeva abbastanza.
Ma non c'è stato tempo...
Grazie per averci portati nel baratro, ce n'è bisogno.
Speriamo di vedervi a Milano

elenA

hackeronte ha detto...

Leggo solo ora... Pensavo fosse un post su fumetti (no, non mi drogo).
Figurarsi se la mia sorellaccia non la pensa in maniera inversa a me!
Vabbuo', l'importante e' che nella vita c'e' la birra, soprattutto belga e trappista.

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

In che cosa pensi diversamente ?

hackeronte ha detto...

Essendo tu mia sora d'ufficio su tutto.
Sono contrario all'eutanasia (non parliamo di accanimento terapeutico ovviamente).
Certo, argomento complesso ed e' giusto che se ne parli e tanto.

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

Sapevo che nominare la Englaro avrebbe portato confusione.... il caso Welby è diverso

hackeronte ha detto...

Anche al suicidio assistito.
Comunque se volete ammazzarvi, fate pure :)

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

ah... questa non me l'aspettavo...

hackeronte ha detto...

Ritengo ogni vita potenzialmente degna e meravigliosa indipendentemente dalle capacita' fisico-mentali. Ritengo vedere la gente resistere al dolore uno dei piu' grandi esempi per intere societa', soprattutto di debosciati.
Ritengo che ogni persona da' qualcosa al mondo anche e soprattutto in casi disperati.

L'unica cosa e' in effetti che economicamente conviene.
Ma il discorso e' molto complicato.

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

Mmmmm... mi vai fuori tema... la libertà dell'individuo per me è intoccabile. E questa storia della sofferenza mi sa di troppo di religioso. Prova a ripetermela sta cosa della sofferenza quando partorisco un'altra volta e vedi quello che ti faccio !

hackeronte ha detto...

Ahahahahah, no scelgo accuratamemente di dirlo via Web, con l'oceano in mezzo e in un momento tranquillo: mica la VOGLIO la sofferenza!
Nulla di religioso nel mio discorso e,nel mio pensiero.

Liberta' dell'individuo.... Tema difficile. Potremmo discuterne pesantemente per mesi.

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

Discuterne... direi che potremmo pestarci ... grazie OCEANO !

hackeronte ha detto...

No sono abbastanza gandhiano (ma in versione grassa)

Elena Accenti - latte e sangue ha detto...

http://www.google.it/imgres?um=1&hl=it&sa=N&biw=1280&bih=711&tbm=isch&tbnid=f4pf_5vihGY-8M:&imgrefurl=http://www.lsdi.it/2011/pubblicita-il-mi-piace/&docid=pXmwKqRJgGkwcM&imgurl=http://www.lsdi.it/wp-content/Mipiace.jpg&w=225&h=225&ei=4fKFT43kG-HP4QSk6_nMBw&zoom=1&iact=rc&dur=625&sig=106361401578955251203&page=1&tbnh=154&tbnw=145&start=0&ndsp=16&ved=1t:429,r:8,s:0,i:149&tx=96&ty=68

hackeronte ha detto...
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Mai usare fb. Quel bottone traccia ogni tuo movimento su Web, lo sapevo? Anche se non lo schiacci