lunedì 19 marzo 2012

Milano Cartoomics, i numeri gli danno ragione

(Cosplay professionista)

Non mi metterò nella posizione di dare consigli, né dirò si potrebbe o si dovrebbe fare così perché alla fine alla fiera di Milano Cartoomics l'affluenza del pubblico è stata intensa per tutti e tre i giorni. Perciò l'organizzatore dovrebbe ritenersi soddisfatto.
Poi se mi mettessi a fare un paragone con i ricordi di questa fiera nei primi anni '90 non finirei più e vorrei anche mettermi in testa che per quanto la sala conferenze fu una delle più belle che abbia mai visto alle fiere del fumetto, con una partecipazione intensa tra pubblico e autori, i tempi sono cambiati e questi ricordi potrebbero anche essere falsati dall'età che avevo, dal divertimento e dalla quantità di vino e brindisi delle prime autoproduzioni.
Degli stand mischiati come un mazzetto di carte non mi stupisco più: editori, stand di gadget nipponici, librerie specializzate, artisti con stand indipendenti, quattro tavole in mostra senza data e autoprodotti ridotti ai minimi termini. A quanto pare in questa organizzazione influisce, come ho letto da qualche parte, il fatto che le prenotazioni degli spazi arrivano fino all'ultimo minuto e quindi diventa impossibile mettere questi di qua o mettere questi di là.
Poi ci sono i COSPLAY, quelli sono i veri padroni di cartoomics, il vero pubblico che porta amici, parenti, nonni; che si voglia oppure no attirano l'attenzione con i loro costumi a volte aberranti, a volte spettacolari. Non c'è rapporto tra fumetto e cosplay, ma convivono nello stesso spazio condividono le stesse fiere. Ma che cos'è un cosplay ? Perché questo fenomeno tra i ragazzini e ragazzi anche un po' cresciutelli sta dilagando ? Imprenditorialmente sono un target non indifferente e ancora non vedo investire in questo campo.
La fiera del fumetto senza cosplay saprebbe fare gli stessi numeri? E il contrario ? Insomma, se prima li guardavo con diffidenza, adesso mi sono messa nella posizione di curiosa osservatrice.
E' stato bello rivedere persone che non vedevo da tanto tempo, alcune hanno boicottato nel vero senso della parola e infine ho approfittato dell'occasione per prendere due libri che mi interessavano da un po' e che ho preferito comprare direttamente dalle case editrici. Uno è "Eccetto Topolino" della NPE e l'altro "Maledetti fumetti" della Tunué ... sì mi sono buttata sull' aspetto storico.
Infine mi fa sempre piacere rivedere Stefano Giovannini che va avanti nella sua produzione e diffusione con una costanza e disciplina davvero invidiabile.

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