domenica 30 ottobre 2011

Per il Puccio...





Non so... avra' tipo mille anni. Te lo posto qui prima di buttarlo. Comunque chi lo capisce e' un mito o un completo idiota come noi.

giovedì 13 ottobre 2011

venerdì 7 ottobre 2011

Ridiamoci su ...

Visto che questo è un periodo un po' così, ho pensato di mettere una bella collezione tra i migliori delle parodie di questo video tratto da "Gli ultimi giorni di Hitler". Credo la sequenza più usata, cliccata e modificata nel mondo internettiano. DIVERTITEVI !

Consiglio: anche se sgrana vi consiglio di ingrandire il video


HITLER E LA PRESENTAZIONE DELL' IPHONE 4S


HITLER E FACEBOOK


HITLER E L'ELIMINAZIONE DELL'ITALIA AI MONDIALI


HITLER E AUTOCAD


HITLER E LA MARVEL COMPRATA DALLA DISNEY


HITLER E LA PARODIA DELLE PARODIE

giovedì 6 ottobre 2011

Steve Jobs e il sorriso di quel computerino



Ho avuto la fortuna di avere in casa dal dicembre 1983 cinque dei primi Mac, eravamo i primi in tutta Europa ad averne, non uno, ma cinque.
Io ero solo una bambina e per me i computer erano già parte integrante della quotidianità poiché già dai primi anni '70 (io sono del '76) i computer erano presenza costante in casa. Per spiegarvi le ragioni dovrei raccontare la storia di mio padre... ma non vorrei farlo io, vorrei che fosse lui di suo pugno a raccontarsi attraverso i computer e spero che un giorno si decida a farlo.
Quando arrivarono quei primi Mac io e i miei fratelli eravamo entusiasti, erano diversi da tutto ciò che avevamo visto prima. Mio padre ci usava sempre come test, non si preoccupava più di tanto di come dei bambini o dei ragazzini (due miei fratelli erano già adolescenti) potessero usare un computer. Per lui il computer non era un oggetto sacro da proteggere con un panno, era un oggetto da usare, un oggetto che un giorno sarebbe dovuto diventare parte integrante della vita di tutti.
Mi piaceva usarlo quel computer, sopratutto perché non dovevo chiamare qualcuno ad aiutarmi per accenderlo o per avviare un programma.... mettevo dentro il dischetto di paint e con quel mouse squadrato cercavo di disegnare. Mi arrabbiavo molto, muovere quel mouse non era come disegnare con le matite, però potevo fare dei cerchi e delle forme praticamente perfette :)
Il nome Steve lo sentivo dire dai grandi, lo sentivo pronunciare dagli amici americani di papà. Io sentivo qualche discorso, ma solo molti anni dopo capii che allora ero in mezzo a un momento storico importante.
Oggi Steve Jobs lascia questa terra. Non era una cosa inaspettata... per lo meno non come la morte di Sergio Bonelli.
La notizia mi sconvolge... io credo che a una certa età succeda a tutti. Penso che a un certo punto della vita cominci a veder sparire le persone di quella generazione su cui ti sei formato, quella generazione che nel bene e nel male ti lascia in eredità ciò che vivi ogni giorno senza che ce se ne renda conto... quelle persone che hanno reso i gesti di tutti i giorni una semplice abitudine.
E mi sconvolge aver messo proprio ieri come post "Radio Days" di Woody Allen perché quel film mi suscita questo stato emotivo così strano.
Un mese fa è morto il mio maestro di sceneggiatura... e di lui non sono ancora riuscita a scrivere niente, poco dopo è morto Bonelli, colui che ho ammirato e odiato, e la sua scomparsa mi ha fatto male perché oggi avrei voluto di nuovo litigare con il mio maestro sui fumetti Bonelli, accusando e contraddicendomi. Poi oggi Steve Jobs... e mi sembra che qualcuno stia lì fisso nel mio orecchio a dirmi "il tempo sta passando". E questa costante coscienza del tempo che passa mi aiuta a sdrammatizzare tutto ciò che sta intorno ai miei figli, mi dà la forza di voler preservare la loro infanzia e la loro spensieratezza, e se prima una nota di scuola di mio figlio portava a un dramma famigliare, adesso riesco a vederlo sotto un aspetto diverso.
Mio figlio più piccolo per chiedere di accendere la luce dice: "clicca la luce", l'altro quando ha visto un telefono vecchio sip a disco non riusciva a capire come potevamo telefonare se c'erano i buchi nei tasti, i miei figli abituati al DS avevano già manualità sul touch screen quando è arrivato in casa l' IPAD.
Dove voglio arrivare con questo disordinato post ? Sinceramente non lo so, ma ciò che esprime di più quello che provo in questo momento è l'immagine che ho messo qui sopra: quel disegno che adoravo così tanto quando all'età dei miei figli accendevo ogni volta quel primo Mac.

AGGIORNAMENTO
finalmente "Tullo", così chiamavamo nostro padre da piccoli, mi manda questo. E io lo pubblico subito. Aggiungo la sua firma sotto.

La grande elettronica di consumo di oggi, PC, cellulari, televisori ecc. deve il suo sviluppo e la sua pervasività universale a giovani rivoluzionari che a metà degli anni 70 hanno saputo trasformare le loro idee in prodotti concreti e, che contro ogni opinione avversa, hanno saputo andare avanti superando immani ostacoli.

Tra questi sicuramente Steve Jobs, scomparso prematuramente, ha più di ogni altro aperto la strada con successo alla “democratizzazione” di tecnologie che erano appannaggio della grande industria: appunto il computer.

E la sua grandezza ed unicità scende anche dall'eccezionale percorso compiuto con la Apple: defenestrato nel 1983 dalla società che aveva creato, richiamato quando questa era praticamente fallita nel 1996 ed in breve tempo la porta ad essere l’azienda che noi oggi conosciamo.

Io ho personalmente vissuto tutto questo periodo, avendo cominciato come rappresentante della Intel nel settembre 1969, mentre ero milatare, per poi incontrare la Apple computer alla fine degli anni 70 e divenirne distributore per l'Italia nel 1980 per poi condividere con Steve Jobs il disastroso agosto 1983 quando mi fu annunciato da Apple che Steve Jobs non era più il CEO di Apple, che Tom Lawrence non era più presidente europeo e che io, senza preavviso, non potevo più vendere i prodotti Apple per le nuove politiche della Casa.

E' così che a conclusione di una breve diatriba legale preferii chiudere la faccenda amichevolmente dietro un indennizzo in denaro, e dei primi 5 Macintosh che mi furono inviati il dicembre 1983, 2 dei quali misi nelle mani dei miei giovanissimi figli, ora ne restano 2 funzionanti.

Nei numerosissimi viaggi di lavoro che facevo in quel periodo nella Silicon Valley ho potuto conoscere buona parte dei personaggi artefici di quella meravigliosa rivoluzione che ci ha portato fino all'Internet di oggi e tra questi lo stesso Steve Jobs a Cupertino, Mike Markkula, quest'ultimo ex sales manager di Intel, primo finanziatore di Apple e vera eminenza grigia di Apple stessa. Mi risulta che fu lui nella diatriba tra Sculley e Jobs a scegliere Sculley nel 1983!

Negli anni 70 fu un fiorire di giovanissime e visionarie menti che nella Silicon Valley diedero inizio a quello che oggi vediamo come prodotti di normale utlizzo. Tra queste menti non possiamo dimenticare il fondatore di Microsoft, Bill Gates, coetaneo di Steve Jobs e che tra l'altro favorì il ritorno di Steve alla Apple con un ingente e personale investimento!

Tra gli altri in quel periodo anche l'italiano Federico Faggin, mio a mico personale, con la coinvenzione alla Intel del microprocessor nel 1971 fornì il mattone fondamentale per quello che sarebbe diventato il Personal Computer.

Per me è interessante ricordare come in tutti gli incontri con i principali personnaggi in vista di allora nessuno, ma proprio nessuno, diede la minima fiducia a quei quattro ragazzotti che avevano in mano il futuro tecnologico del mondo ! Lo si considerava un giocattolino inutile e ricordo come in Intel le aziende che cominciavano a produrre questo prodotto non venissero considerate importanti e quindi nemmeno da visitare per vendervi microprocessor.

Ricordo che questo fu il motivo iniziale per cui quasi tutti i PC non avevano una CPU Intel ….. e pensare che oggi Intel vive e prospera praticamente solo per i PC!

Fu solo quando IBM decise anche lei di produrre questo giocattolino nel 1981 utilizzando la CPU 8088 prodotta da Intel che il mondop dei “Grandi” si svegliò e … quasi sempre senza successo ….. tanto che persino IBM, Texas Instruments e molte altre tradizionali industrie sono uscite da quel mercato mentre l'innovaitiva Apple del genio Steve Jobs oggi capitalizza in borsa quanto dieci volte tutte le banche italiane quotate in borsa.

Eh, ci vorrebbe gente così per salvare l'Italia …. ma io dico sempre che se uno Steve Jobs o un Bill Gates fosse nato in Italia, sarebbe stato soffocato nella culla!

Ettore Accenti

mercoledì 5 ottobre 2011

Wikipedia


Non vale la pena avere la libertà se questo non implica avere la libertà di sbagliare.

(Mahatma Gandhi)

★★★★★ Radio Days



Radio Days (1987)

di Woody Allen



Guardate il cielo: si è così rannuvolato!

E tutte le luci... Oh, che città è questa! Un altr'anno che se ne va...
Io spero che il '44 sia buono.
Passano così in fretta... Dove vanno tutti?
Così in fretta... E si diventa vecchi, senza capir mai il senso di niente.
Io mi chiedo se le generazioni future ci sentiranno mai nominare. È improbabile: dopo un certo tempo, tutto passa. Non importa quanto siamo grandi e importanti nelle loro vite.