mercoledì 2 febbraio 2011

Diventare Dudeista


In quell'anno, a vent'anni, il Grande Lebowsky fu una grande rivelazione e sicuramente cambiò e rafforzò completamente i nostri gusti e le nostre tendenze. Prima i maestri ispiratori Bud & Terence e la teoria della birra e salsiccia, poi Drugo/Dude la conferma di un'idea spirituale nell'affrontare la vita. Oggi la Daria Cerchi ci manda questo link sulla nascita della religione del Dudeismo, ce lo manda perché sa quanto amiamo quel film e quanto per noi è stato importante. Ma attenzione, come dice il Dudeismo non si tratta di pigrizia o di estraneazione dalla realtà, è il susseguirsi di eventi della vita e di comprensione del sé che ti fa raggiungere quel tipo di filosofia. Nonostante tutto oggi mi importa meno avere soldi o fama, se ce li hai bene se non ce li hai perché far fatica ? Ho sempre creduto, e tanti eventi me lo hanno dimostrato, che certe cose arrivano se devono arrivare, ma è anche vero che bisogna saper cogliere, averne la sensibilità e poi osare, come alla fine Dude, a suo modo, nel film osa e trova la soluzione.
L'influenza è sicuramente determinante anche sulla scelta narrativa, ecco perché il grottesco ed ecco perché in tutte le drammaturgie scritte e in particolar modo in Motor Shock tutti i personaggi sono la grottesca trasposizione di personaggi e eventi che hanno fatto parte della mia vita. Perciò il personaggio di Evil in Motor Shock interpretato dallo stesso attore, ma che interpreta più personaggi (Evil Lo Caino: l'avvocato, Evil il Meccanico Chirurgo, Evil l' impiegato della motorizzazione, Evil il bel benzinaio cafone, Evil Lo Pink: il ricattatore ed Evil Lo Monaco: il querelante) è la stessa faccia dei propri problemi. E tutti noi abbiamo il nostro Evil. Ma quel multi personaggio è comico, è grottesco, fa ridere e ti ci affezioni perché così come nel Dudeismo bisognerebbe accettare i propri Evil e coglierne il lato più suggestivo e grottesco per trovare le soluzioni il più tranquillamente possibile. Facile a dirsi , difficile a farsi... lo so.
E così la religione filmografica, se così si può dire, ha per me questi personaggi sacerdoti dal Fefé di "Divorzio all'italiana" a Trinità e Bambino, da Fantozzi ai pluri personaggi de "I Mostri", all' Albertone di "Un detenuto in attesa di Giudizio" per arrivare al capolinea dei tempi nostri con appunto "Il Grande Lebowsky". Questi sono solo un quarto di quei personaggi così grotteschi e a volte assurdi che mi paiono talmente veri e reali più di qualsiasi film verità.
Così a volte la prendo come Drugo, un bicchiere di vino con un'amica, quattro chiacchiere sull'assurdità di certi problemi famigliari con mio marito, un "vabbé la prossima volta fai meglio" a un 6 di mio figlio in 4a elementare dopo che mi sono accorta che facevo più danni ad arrabbiarmi ed esasperarmi con lui, a non prendermela troppo quando ritengo di non essere apprezzata ... e questo l'ho imparato con il tempo perché alla fine è tutto lì. Ti rendi conto che il tempo passa e che la perdita di persone care, la malattia delle persone vicine sono quelle cose che anche se ti sbatti come un forsennato non ci puoi fare niente. Così l'affermazione personale, il lavoro diventano contorno importante delle cose molto più importanti: la famiglia, gli amici, la tua piccola comunità. Perciò se devo scegliere come affrontare la vita preferisco farlo come lui: il Dude.

Official Dudeism: www.dudeism.com
Official Italian Dudeism: www.dudeismo.org

Autoproduzione nel fumetto. Perchè Sì - I° PARTE

Sul discorso dell'autoproduzione gira e rigira sono sempre dell'idea che sia una cosa sana e che bisognerebbe sempre prenderla in considerazione. I perché e i per come li posso solo spiegare attraverso un' analisi di un percorso personale più o meno condivisibile. Cercherò con questi post di esaminare nella maniera più pratica possibile i vantaggi e gli svantaggi incontrati facendo questa esperienza.
Sarà una cosa lunga perché in effetti la risposta "Sì, l' autoproduzione conviene" va presa un attimo con le pinze.

1998 Prima autoproduzione di gruppo. Gruppo formato da elementi di una stessa classe in procinto di dare gli esami alla Scuola del Fumetto di Milano e da altri compari esordienti del periodo. Chi ci pubblicò: Diego Pagani, Mabel Morri, Elena Accenti, Cristian Neri, Marzia Cappello, Attilia Rapposelli, Alessandro Quartieri, Alessio Spataro, Devis Gobbi, Armando Mascetti, Nino Scuderi, Giulio Voltolina,Luca Brandi, Paola Parra, Toni Viceconti.

Tutti parteciparono all'autoproduzione con l'intento di ottenere visibilità, ma con obiettivi diversi (che spiegherò in seguito anche perché si fecero più chiari via via con il tempo)

Tiratura: 2.000 (una bordata, a posteriori capimmo che forse era meglio calare a 1.000)

Dove venne portato: 1a volta come espositori a Lucca (allora c'era la Altervox che facilitava il costo dello spazio per le autoproduzioni e che si occupava anche di distribuzione), Milano (giocando in casa e offrendo vino di produzione artigianale vendemmo parecchio 700 copie che a noi parvero veramente pochissimo) e infine Roma Expocartoon (fu una delusione in termini di vendita e logistica

Totale vendita: circa 1.200 tra fiere e distribuzione (Pan, Pegasus e Artevox)

Ci rientrammo ?: No

Valeva la pena ?: Sì per i seguenti motivi: cominciammo a mettere un piede nell'ambiente e già alla seconda fiera conoscevamo tutti, dai negozianti, alle altre case editrici, alle altre autoproduzioni. Inoltre, la cosa più importante, le competenze acquisite furono: la differenza dal prodotto fatto a quello stampato, la capacità nel chiedere preventivi e nell'organizzazione della logistica. Seguire un prodotto dall'inizio alla fine a volte può essere illuminante e utile in un futuro.

Alla seconda autoproduzione il gruppo si sciolse perché gli obiettivi diversi cominciavano a concretizzarsi: per esempio per Mabel e Diego era importante affermare il proprio stile, per me e Neri quello di imporre un proprio prodotto, Alessio era già dappertutto, altri entrarono in riviste da edicola come illustratori e altri ancora entrarono in studi grafici o più semplicemente per altri significò la fine dell'esperienza fumetto perché a conti fatti non interessava poi molto.

Perciò se sei un giovanissimo esordiente, vale la pena autoprodursi ?: per me sì e sempre sì. Inoltre oggi i costi di stampa si sono abbassati notevolmente rispetto a quegli anni, ma mai sparare più di mille copie. Più che altro curatene la confezione e ovviamente il contenuto.

Fine prima parte. Da questo momento il discorso autoproduzione si complica un po' di più.
(in una risposta ad un post di un altro blog qualcuno chiedeva: " Quando so di essere pronto per autoprodurmi ?" Questa domanda non è una cazzata e meriterebbe di essere approfondita)