martedì 29 giugno 2010

Sulla morte di Taricone ... perché quando era in vita mai ci avrei scritto qualcosa...


Non voglio santificare. Non vorrei dare opinioni in merito alla sua carriera o sulla persona, ma... la notizia mi sconvolge e non so bene il perché.
Non sopporto alcun reality, di nessun tipo (ribadisco che in casa nostra non si guarda più la televisione dal caso della Franzoni, non esistono proprio i canali e non esiste alcuna antenna).
Però ho visto il primo Grande Fratello, tutto, dalla prima all'ultima puntata, per curiosità personale, per curiosità narrativa, per capire cosa fosse un vero e proprio Reality, come funzionava, come si svolgevano le dinamiche e fin da subito ho colto il potere dell' inquadratura, il potere registico seppur dentro la casa niente doveva essere prestabilito.... ma già al casting, quando scegli dei personaggi... Ma non voglio soffermarmi sulla questione reality dal punto di vista tecnico.
Dal quel primo e ribadisco unico reality che ho visto dal principio alla fine, se non qualche puntata dell' Isola dei Famosi (sempre al primo lancio), ho provato un senso di angoscia e paura. Quel successo all'apparenza così facile, quel colpo di fortuna pari all'aver vinto una qualche lotteria, la possibilità data al Popolo di poter diventare star "senza" fatica, senza alcun tipo di capacità mi aveva sconvolta. Questo disagio non era dato dal fatto che fosse giusto o sbagliato, ma perchè il messaggio che passava lo ritenevo nocivo per i miei figli, nocivo per il fatto che tutto sembrava così semplice quando sapevo e so benissimo che la vita reale è totalmente diversa... tutto fuorché facile: a volte drammatica e mai con la sicurezza di un lieto fine.
Pietro Taricone non mi stava per niente simpatico, non amavo il suo atteggiamento, ma in fin dei conti non ho mai apprezzato nessuno lì dentro perché non ho mai pensato di poter vedere la realtà. E a questo gioco reality non reality ci abbiamo giocato tutti, nessuno escluso: i partecipanti, i tecnici, gli autori, il pubblico. Tutti avevamo la coscienza di giocare al grande gioco di plastica chiamandola vita, chiamandole persone.
E' brutto dirlo, ma finché l'altro ieri era vivo non mi sono mai curata di Taricone, ho sempre cercato di non soffermarmi e dire fa bene o fa male, se lo merita, non se lo merita, è bravo non è bravo. Tanto sono sempre state le azioni a determinare un giudizio in qualsiasi cosa e per come dicevo qui a un certo punto sono entrata nel mio palinsesto personale. Mi piace ? Me lo vado a cercare. Non mi piace ? Non lo guardo proprio. Semplice. E così il mio pensiero si riduce a quello, spegnere o accendere, cliccare o non cliccare. Diretto, immediato, istintivo e palese.
Perciò cliccavo su Taricone ? Ho visto qualche suo film ? Ho seguito la sua carriera ? No.
Oggi però sapere della sua morte, sapere che lascia una bambina ancora così piccola, questo no, non lo auguro a nessuno, nemmeno al tipo o alla tipa della televisione che mi sta più sui coglioni.
Diranno, faranno, parleranno, opinioneranno su questa sua scomparsa: alcuni diranno che parlare di lui è eccessivo perchè c'è tanta gente "normale" che muore e non ne parla nessuno e che lui scegliendo uno sport pericoloso se l'è cercata, altri diranno che era così e cosà e che è giusto che resti nell'immaginario della gente.
Io vorrei solo, come lo vorrei tante volte, avere veramente il potere del telecomando e tornare indietro perché sì non era certo un Alberto Sordi, non era certo uno Stefano Benni, ma la vita di una persona non si misura in base alla grandezza nel mondo, al successo meritato o immeritato.
"E ma così diventerà più famoso di quello che era e rimarrà nella memoria per sempre..." bella consolazione, bella consolazione del cazzo, fossi in lui sarei proprio felice.
E' vero, lo ricorderò sempre per la sua morte e non per la sua vita e per il dolore che sicuramente lascia alla famiglia avrei preferito che fosse un signor nessuno ma con il grande dono di poter vedere la proprio bambina diventare una donna. Nessun successo, nessun grande fratello è paragonabile a questa grande fortuna.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

E mi piacerebbe che questo restasse l'unico articolo post morte su di lui. Purtroppo non sará così.
Zed

Puccio ha detto...

Mi spiace per la morte di Taricone, soprattutto per le conseguenze sulla sua famiglia. Mi auguro che la moglie e la figlioletta siano lasciate in pace. Tuttavia, va detta una cosa su di lui. E' l'unico che NON cedendo la sua persona tra calendari e cagate e' rimasto piu' una persona (o se proprio si vuole, un carattere) che un nome. Non e' rimasto solamente "quello del grande fratello", ma il rappresentante di un certo tipo di italiano, un po' ignorantello ma macho e con orgoglio. E' la figura che peraltro stanno cercando di eliminare sostituendo con froci, puttanelle che la fanno vedere su calendari e gente che fa vedere di esser colta a tutti i costi (essendo poi in realta' persone inutili). Taricone era l' "italianaccio", quello in grado di dire "vado a zappare se necessario". Bisogna dargli atto di questo.
Réquiem æternam dona ei,
Dómine.Et lux perpétua lúceat ei.Requiéscat in pace.Amen. Anima ejus, et ánimæ ómnium fidélium defunctórum, per misericórdiam Dei requiéscant in pace.Amen.

Blam! ha detto...

mah
non mi soffermo sulla fine prematura del povero Taricone, perchè davanti alla morte ogni parola è inutile e per giunta superflua.
a me stava simpatico. solo lui.
mi inorridisce il circo mediatico al quale ormai ci stiamo abituando.
ieri erano di scena altre 4-5 notizie importanti, ahimè più importanti della morte del Guerriero.
tutti i telegiornali hanno dato ovviamente più risalto a questa triste novella.
solo il tg5, che ci si aspetta di parte non lo mette in prima pagina, però gli dedica ben 3 minuti in più di servizio rispetto al resto della programmazione.
inorridisco perchè vedo la caccia su internet all'immagine dell'attore morto.
inorridisco perchè silenziosamente siamo un po' tutti complici di questo squallido circuito, dove nulla serve a contribuire al vero successo, tranne il successo.
ciao by Claps

latte e sangue ha detto...

Io sinceramente già da oggi sono tornata alla brutale normalità...
la vita va avanti. Soffermarsi sulla morte di qualcuno è masochista e perverso. Credo che a lui non gliene possa fregare proprio nulla di cosa penseremo di cosa diremo.
Questa storia mi fa venire in mente questa intervista a Woody Allen:

http://www.youtube.com/watch?v=sV5TR-PSDfo&feature=related

Puccio ha detto...

Soffermarsi sulla morte di qualcuno, invece, e' molto importante. Non e' affatto crudele. Tutto sta nel metodo e nelle ragioni per cui lo si fa. Filosoficamente direi che sta nella Sostanza. Posto che a Taricone in questo momento importa ben poco del nostro pensiero poiche' lui e' staccato dal suo corpo (si voglia in Paradiso, all'Inferno o nel Wallhalla) si puo' comunque dare un senso personale al tutto. Taricone, che non ho mai stimato ne' stimo tutt'ora, e' morto. Tu hai scritto un bel post. E la frase conclusiva rende gia' l'idea che la sua morte ha comunque tratto positivita' (o speranza) in te. Il valore trascendentale di quello che hai detto NON e' poco. Nella frase finale hai dato ceffoni a pensieri e ideologie post-rivoluzionarie. Hai preso Schopenhauer e l'hai appeso al muro. Non e' da poco. Ecco che quei cinque minuti di meditazione sulla morte di Taricone fruttano grazie alla Sostanza del pensiero. Si puo' fare lo stesso con tutti, in modo particolare con i morti che ci stanno piu' vicini (invece di pensare e chiedersi chesso', se ha sofferto). Non sono cose da sottovalutare.

Allen e' ebreo, non scordartelo. In quanto tale ha una visione utilitarista e pessimista (non hanno paradiso, ne' speranze del post-vita). Va preso con le pinze.

latte e sangue ha detto...

Io intendevo che il tam tam su chi era, com'era, l'opinionismo non serva a molto.
Poi sì è vero un accadimento come questo mi ha dato da pensare perchè ti giuro che nella mia testa per me era impossibile che Taricone morisse, anzi nel profondo della mia testolina 10 anni fa mi dicevo: uno come questo ce lo teniamo fino alla fine dei tempi... e questo mi ha disturbata.
Poi come dice Benigni ogni vita è unica, ogni vita è una storia meravigliosa.
Comunque Allen non è ebreo, è ateo e se ascolti e guardi quell'intervista dice delle cose sulle religioni che forse a te faranno incazzare.

latte e sangue ha detto...

... e il finale di quell'intervista sul senso della vita lo condivido molto... poi magari ne parleremo e ci faccio un altro post...

Puccio ha detto...

Vedi, li' non cogli. Quell'intervista dimostra proprio che Allen e' ebreo. Se vuoi saperlo proprio, dimostra che e' un ebreo di prima categoria di lusso! Non importa che lui si definisca ateo e dica di "non credere in Dio". Dice esattamente quello che propone l'ebraismo ortodosso. Lui e' nato e cresciuto in quell'ambiente e ne e'inevitabilmente influenzato. Il pessimismo e la mancanza di un 'dopo' traspare chiaramente. Certo, dovresti conoscer meglio l'ebraismo per capire quello che dice Allen in quel filmato (da li' anche le sue questioni sulle religioni organizzate).

Ovviamente non concordo con la sua conclusione. Non porta argomenti a favore della sua idea e infarcisce con frasi romantiche sugli 'artisti' (nichilisticamente si puo' dire che se la vita non ha senso, allora l'arte - che a sua volta ne deriva - non ha senso, quindi l'artista non ha senso (o non esiste), quindi il suo discorso crolla.
Poi, onestamente non mi farei dire il senso della vita da uno che si ciula la figlia adottiva minorenne e cessa alle spalle di una moglie bellissima con cui ha tradito un'altra bella moglie (Keaton) per cui ha lasciato in mezzo alla strada un'altra bella moglie.

Guido ha detto...

Ciao Elena, d'accordissimo su tutto :)
Non mi era tanto simpatico, giravo canale quando lo vedevo, però sentire del suo incidente, speravo riuscisse a rimettersi...

quello che mi fa arrabbiare sono le merde come Signorini (ho appena visto la pubblicità in tv) che sfrutta anche queste cose per far vendere il suo stupidissimo giornale.

latte e sangue ha detto...

Purtroppo Guido ci sono anche gli sciacalli che vivono mangiando le carcasse.
Di Signorini, non sapevo e non mi interessa. Come ho detto non compro, non clicco, non guardo se una cosa mi fa schifo (in primis Signorini).

Puccio ha detto...

Evidentemente e' buona cosa non sapere chi e' questo Signorini :)