venerdì 27 novembre 2009

Quel blog, il mio horror personale e l'acqua

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Pochi giorni al debutto.
Domani gli altri tornano da Rubiera e questo spettacolo si cristallizza nell'aria come tanti piccoli pezzi di vetro che rispecchiano gli occhi di tutti. E non solo tutti noi, ma di Tutti con la T maiuscola.
Ho seguito questo blog da quando me lo hanno indicato e lo vado a vedere tutti i giorni anche se un po' mi terrorizza. E' come voler guardare un film horror quando si è bambini: non vuoi vederlo, ma vuoi vederlo, devi vederlo. Solo che non ho mai avuto il coraggio di scriverci qualcosa, ma adesso lo faccio, le lascio un commento.
Il giorno dopo che sono tornata da Rubiera... quand'è stato ? La prima settimana di prove... Ho perso la cognizione del tempo e dello spazio. Comunque dicevo, tornata da Rubiera il giorno dopo ho ricominciato a seguire la miriade di impegni lavorativi, famigliari e personali, ma la sensazione è da allora di essere caduta in una Milano di cartapesta, guardavo i palazzi e mi veniva l'istinto di toccarne i muri per vedere se quel materiale era di plastica. Pian piano mi sto riabituando a questa città, ma non ci ho mai messo così tanto tempo a rimettermi al mio posto, a non sentirmi stordita. Mi sento acqua nell'olio. Questa sensazione l'ho avuta solo moltissimi anni fa, quando avevo credo 12 anni, quando sono tornata dal sud Africa e sono diventata per un periodo apatica, depressa, assente.
Questa volta però è diverso. Non sono più una bambina e quando si è bambini forse è più facile seppellire certe cose infondo al cuore, probabilmente per un istinto di sopravvivenza più vicino all'animale che all'essere umano. Questa volta, però, non sono più giustificabile. Tra poco avrò 33 anni, ho una famiglia, dei figli e uno ormai quasi adolescente. Quello che scelgo lo scelgo con consapevolezza.
Restare acqua o diventare olio.


1 commento:

Anonimo ha detto...

Takk fyrir ahugaverd blog