martedì 21 ottobre 2008






Paolo Interdonato (al secolo Spari d'inchiostro) dopo lo schema precedente offre delle opportunità di spunto e approfondimento molto importanti.

Di seguito riporto le sue citazioni e in rosso appunti per trovare delle info in rete.



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- La "Morfologia della fiaba" di Propp (alla base di tutte le letture strutturaliste delle storie) scompone il racconto di magia in funzioni e costruisce un'algebra della fiaba.

Schema di Propp su Wikipedia ---> qui
Il libro "Morfologia della fiaba" di Vladimir Propp lo trovate ---> qui


- Nel "La grammatica della fantasia" di Rodari c'è un capitolo dedicato a un gioco di tarocchi basato sulla morfologia proppiana fatto nientepopodimeno che da Antonio Faeti

Il libro "La grammatica della fantasia" edito da Einaudi ---> qui (da leggere i contenuti)
Antonio Faeti la sua bio su Wikipedia ---> qui
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- Infine le reti di Petri sono un modo per rappresentare gli eventi nel tempo. Marco Maiocchi (docente prima di tamc a scienze dell'info e poi di multimedialità a design industriale) ci continua a fare giochi attorno. Un mio caro amico - si chiama Paolo Ferrara - decenni fa (noi vecchi...) partendo dalle reti di Petri e da Propp aveva costruito un'algebra della telenovela capace di modellare le soap opera (tanto la donna del mistero quanto gli xmen). Partendo da là aveva sviluppato un programmino capace di generare i soggetti delle telenovele.

Le reti di Petri ---> qui (un bel po' complesso... qui avrò bisogno delle traduzioni di mio padre)
Info su Marco Maiocchi --> qui

x Paolo: sarebbe interessante se raccontassi qualcosa di più sull'algebra della telenovela e del tuo amico Paolo Ferrara

Schema narrativo 01 "Secondario"

clicca sull'immagine per ingrandire




Non è LO schema, ma uno dei molteplici schemi che si possono applicare.


Ipotizziamo il protagonista (P) in fase neutra all'inizio della storia e stabiliamo un punto preciso di evoluzione del protagonista (P) sul finale.

Un 1° evento scatenante (o colpo di scena) porta il nostro protagonista a spostarsi dalla fase neutra a una fase evolutiva contraria al nostro punto evolutivo.

L'intervento di un secondario (S) (non per forza una spalla) porta il protagonista nella giusta direzione del nostro punto evolutivo.

Un 2° evento scatenante rimodifica il percorso evolutivo cambiando di nuovo direzione al nostro protagonista. Un nuovo intervento del secondario viene vanificato NON portando alcuna modifica alla direzione del protagonista.

Sarà solo una svolta (causata per esempio da un nuovo evento) che porta il protagonista a prendere la giusta direzione fino al nostro punto evolutivo finale.


Questo schema ottiene l'effetto sul fruitore di potenziamento del protagonista che dapprima ha bisogno di un secondario per cambiare direzione, ma in un secondo momento cambia la sua linea evolutiva in base alla propria scelta personale.


N.B. ricordo che i secondari non sono mai pedine messe a caso , ma hanno un funzione estremamente importante sulla buona riuscita di una storia.


Al prossimo schema !

domenica 19 ottobre 2008

A pranzo da Romeo e Giulietta


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L' Anna Maini mi comunica che ci sarà un altro appuntamento teatral/culinario sabato 25 ottobre alle ore 13.00 presso la Trattoria Bolognese "Da Mauro" in Via Elia Lombardini, 14 Milano. (mappa)

Ho già sperimentato con la SkinKat questa serata mangereccia con spettacolo e ne sono uscita entusiasta e con la pancia piena. Le irruzioni di questi due "proprietari del ristorante", i famosi Romeo e Giulietta, mi hanno fatto sentire a mio agio, mi hanno stuzzicato l'appetito.

La regia della Maini in questo spettacolo comico di teatro-cucina è fluido e divertente e colpisce dove vuole colpire e non è mai banale.

Purtroppo sabato sarò a Berlino e avrei rifatto questa esperienza al volo ! Spero che Anna Maini moltiplichi questo appuntamento nel corso dell'anno perchè è una proposta interessante che abbatte i muri del teatro attuale per tornare a una veste più popolare che scondo me manca molto.

Perciò se siete amanti della buona cucina e amatori dello spettacolo non dovete assolutamente perderlo !

INFO:

Per le prenotazioni e info: 347/0105286


Una recensione del Bolognese -----> QUI
Il programma e le info sullo spettacolo ------> QUI

sabato 18 ottobre 2008

... e loro litigano


Perchè i battbecchi sulla rete tirano come le cosce delle veline !?
Impegno gran parte del mio tempo a studiare, a farmi domande... e loro litigano...
Mi domando da anni quanto sia importante sperimentare e conoscere per poter scrivere qualcosa di concreto... e loro litigano ...
Sono anni che si parla di una crisi nel mondo del fumetto, della scarsa qualità di concetti, della cancrena globale... e loro litigano...
Mi sono fatta il culo e ancora me ne faccio anche nell'ambiente teatrale per aggiungere alla mia scrittura un' innovazione anche per quanto riguarda il fumetto... e loro litigano ...
Ho scritto due libri a fumetti, tra le mille che faccio, tratti da spettacoli teatrali esistenti e ne ho sperimentato la tecnica e la coordinazione tra testo drammaturgico e sceneggiatura fumettistica ... e loro litigano ...
Si continua a dire che non ci sono sceneggiatori e disegnatori con le contro palle ... e loro litigano ... invece di guardare bene bene cosa ci sta attorno, in che topaia stiamo finendo...

Lo ammetto leggendo mi sono divertita... è stato interessante ... ma poi quando mi sono ritrovata a leggere l'ultima riga che non aggiungeva e non toglieva nulla a questa o a qualsiasi altra arte mi è venuto il mal d'auto... sì proprio il mal d' auto !
Chi fà fumetto sono tutti tranne quelli che il fumetto lo fanno.
Ma se un giorno scrittori e disegnatori (che sono considerati l'ultima ruota del carro in questo paese) si mettessero una buona volta seduti ad un' osteria a bere e a non fare fumetto, ma su che cosa litigherebbero ?! Su che si discuterebbe ?!
... oh già scusate ... di Tex ....
... non cambia mai proprio un cazzo !

ispirazione ----> Spari d'inchiostro vs Bottero
P.S.: Quasi quasi preferisco quei post cazzonari intergalattici di Recchioni ...

mercoledì 15 ottobre 2008

La guerra: dal romanticismo al cinismo cosmico, passando per Brecht.


Ricevo dall' amica attrice e regista Monica Bonomi le informazioni di un interessante laboratorio tetrale che comincerà in novembre:






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.Artemisia Cicco Simonetta presenta:


La guerra: dal romanticismo al cinismo cosmico, passando per Brecht.

Laboratorio teatrale, condotto da Monica Bonomi, indirizzato a tutti coloro che abbiano già fatto quattro passi nel teatro.
Appuntamenti settimanali dal 19 novembre al 20 maggio, ogni mercoledì dalle 20.00 alle 23.00 esclusi festivi.

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Attraverso un percorso di studio che prende spunto dalla narrazione romantica di Heinrich Von
Kleist, dal racconto brechtiano, dall’incastro cabarettistico dell’attesa beckettiana, nel concerto
d’emozioni e tecnica, il laboratorio si prefigge un percorso di studio di testi teatrali di autori che hanno in comune la ribellione espressiva, uno sguardo armato di scettica avversione verso le leggi umane, la morale sociale, il senso della vita, in un meccanismo marionettistico, dettato dall’azione, in convulsa ricerca di una felicità sognata e agognata, che come una trappola, arriva rapida e poi fugge. I testi di tre autori che raccontano il percorso, dalla giovinezza alla vecchiaia, dell’umanità e del progresso occidentale, fino a vederla spappolarsi contro la superficie delle cose, dove amore, religione, dolore e gioia, si trasformano in trappole mnemoniche dentro un registratore magnetico.
Al centro, il volto della guerra: in Von Kleist quello dei comportamenti militari che vanno a scontrarsi con gli ideali di umanità e pace, in Brecht, nel refolo hitleriano, quello che rende i civili vili e le donne sole, infine in Beckett, quello del solipsismo dopo la bomba atomica, quando la terra sembra “disabitata”.

Nella volontà di affrontare il lavoro attraverso fasi didattiche sia legate a improvvisazioni, che a lavoro a tavolino sui testi presi in esame, il laboratorio ha l’obiettivo di affrontare lo studio dei personaggi prima di tutto attraverso l’azione scenica . Poiché nella tensione emotiva tra corpo e parola nasce il linguaggio del teatro, ovvero la sua musica, scopo ultimo del laboratorio sarà la messinscena. L’insegnante si riserverà di decidere, in base alla risposta del gruppo, se il debutto del laboratorio dovrà focalizzarsi o meno sui tre testi. Questo studio intende dare voce a un acceso coinvolgimento dei partecipanti, che avranno libertà espressiva e la possibilità di elaborare, autonomamente, spunti nati dagli esercizi e dalle riflessioni condivise.
Affinare il “metodo”, sarà la base su cui poggerà il laboratorio, ovvero imparare a sposare la parola al corpo, al fine di elevarsi verso un piano di credibilità oggettiva.
Presentarsi alla prima lezione con un monologo a memoria imparato da uno dei testi assegnati e vestiti comodi.

Durante i mesi di preparazione, nello stesso spazio dove si terrà il laboratorio, sono previsti momenti di prova aperta al pubblico.


Le Fasi:Lavoro di riscaldamento fisico e vocale
Studio dei testi; improvvisazioni, monologhi, piccole messinscene curate dagli allievi e portate alla visione dell’insegnante
Lavoro di gruppo drammaturgico ispirato ai testi presi in esame
Messinscena finale

Testi da studiare:
Il Principe di Homburg di Heinrich Von Kleist
Il cerchio di gesso del Caucaso di Bertolt Brecht
L’ultimo nastro di Krapp di Beckett

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Monica Bonomi

Diplomata al Corso attori nel 1993 presso la Civica scuola d’arte drammatica Paolo Grassi di Milano, insegna recitazione dal 1994. E’ attrice, drammaturga e regista. Gli spettacoli in scena nel 2008: Lamore, scritto e diretto da M. Bonomi, Emergenza Colf di M. Bonomi regia L. Maniscotti, La via di una scimmia di F. Kafka regia G. Sansone, Blanche e Jane progetto e regia M. Pagliarecci, Le nozze dei Piccolo borghesi di B. Brecht regia C. D’Elia.

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Il laboratorio si terrà presso
Artemisia Cicco Simonetta via Cicco Simonetta, 16.

Per i partecipanti, qualora non l’avessero, è obbligatoria la tessera Arci dell’anno in corso.

Il costo delle tessere sia del 2008, che del 2009 sarà di 15 euro.
Per la sola tessera 2009, il costo sarà di 10 euro.

Costo del laboratorio:
560 euro da pagarsi in due rate: la prima di 240 euro da saldare al momento
dell’iscrizione, la seconda, di 320 euro, da saldare entro la prima settimana di dicembre.
Dal costo del laboratorio è escluso l’eventuale affitto di uno spazio esterno per la messinscena
finale del laboratorio.

In ogni caso la quota partecipativa di tale affitto, verrà concordata con gli allievi anzitempo.

Per informazioni e iscrizioni rivolgersi al numero 338-3472524 dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20
oppure scrivete a:
valentina.grancini@libero.it oppure artemisiamusiacaeteatro@fastwebnet.it

martedì 7 ottobre 2008

Cambiare...

Considerazioni, resoconti, riflessioni sulla propria vita non si fanno solo a mezza età. Ho sempre pensato che i periodi dell' esistenza hanno un principio e una fine tangibile quanto le stagioni della natura. L'umanità però ha un vantaggio o uno svantaggio sulla natura, cioè il libero arbitrio. Credo fermamente che gran parte del percorso di una vita sia dettato dalle scelte che si compiono, con un pizzico di destino disseminato qua e là non a caso tanto per complicare le cose. Nessuno di noi ha il potere della preveggenza, allora basiamo le nostre scelte su parametri complessi e unici dentro di noi cercando di far pace ogni volta con la ragione e il sentimento.
Ho cercato fin da piccola di capirmi il più possibile, ho cercato di capire come mai la mia natura mi portasse a fare delle scelte trascinate vorticosamente dall' istinto e dal cuore e quando queste si sono rivelate degli errori ho avuto come conseguenza delle sofferenze che spesso mi facevano dimenticare e sottovalutare quelle che invece si sono rivelate giuste.
In sostanza e in breve mi sono finalmente ritrovata di nuovo di fronte all'ennesimo cancello da chiudere, solo che questa volta ho aspettato un po' prima di varcare il confine. Ma quando ho guardato bene bene cosa lasciavo, ho capito che solo facendo quel salto mi sarei portata dietro ciò che di buono mi ero costruita fino a quel punto.
Mi sono svegliata una mattina con una sensazione inaspettata quanto meravigliosa, ho girato per Milano con il sole e quel vento portato dal sud e ho capito che tutto era molto più semplice di quanto pensassi; così ho fatto una corsa al di là del confine è ho chiuso quel cancello sbattendolo con forza... e ho cominciato a ridere... a ridere sempre di più lasciandomi alle spalle quel periodo che non tornerà più.

mercoledì 1 ottobre 2008

"Stanzette"

Tutti hanno bisogno di un piccolo spazio. Condividiamo vita, famiglia, lavoro e spesso la pensiamo allo stesso modo; ma sia io che Neri negli anni abbiamo cercato di costruire un piccolo spazio per noi stessi e non con poca fatica.
Neri non metterebbe mai la musica dei Cocteau Twins nel blog... non scriverebbe mai quello che sto scrivendo adesso.

In una delle molteplici discussioni con Manu e Devis sono venute fuori alcune considerazioni su come l'uomo nella vita di coppia, seppur felice, abbia bisogno della propria piccola "stanzetta"; che senza quella "stanzetta", quel momento di solitudine fisica e mentale impazzirebbe. Ho sostenuto e sostengo che anche le donne hanno la loro "stanzetta", ma molto più mentale che fisica. L'uomo si accontenta di suonare una chitarra, di collezionare chissà cosa in un angolo remoto della casa per qualche ora.

La mia "stanzetta" è molto più complicata e a volte terribile. Quando scelsi anni fà di aprire la porta di questa stanzetta in modo che lui vedesse cosa facessi lì dentro e cosa ci fosse dentro, ne uscì completamente sconvolto e sofferente. Capì con il tempo, a volte spalancando quella porta, a volte chiudendo a chiave con tutte le mandate possibili, che l'unico modo era lasciare chiusa quella porta, ma non a chiave. Cominciò ad entrarci da solo in punta di piedi, curiosando in giro, chiedendomi il perchè di alcune, per lui, inutili cianfrusaglie e ho imparato a non pretendere che lui capisca.

Così apro questa mia "piccola" stanzetta cercando di scegliere le cose a cui tengo, cercando di mostrare ciò che mi è possibile, ma con la consapevolezza che solo lui ne conosce gli angoli più remoti e nascosti. E' giusto che sia così.